2018 Home Sweet Home (Milano)

Being an architect, one of my constant endeavours is to bring my contribution to a better built environment in general and, in particular, to design homes and offices that improve the quality of life of their inhabitants.

Therefore it is a nonsense as much as a challenge to imagine and fit-out a residence in view of attaining the exact contrary: a particularly drab, sad and tired place.
This reverse experiment is a disturbing and counter-intuitive experience, that not surprisingly enhances our understanding of what a successful living space should be.

 

2018 Home, Sweet Home

Come ogni buon architetto, una delle mie costanti preoccupazioni è quella di contribuire ad un ambiente costruito che sia di pregio, in particolare progettando abitazioni e luoghi di lavoro che migliorino la qualità di vita dei loro utilizzatori.

Può quindi apparire un nonsenso, ma è una sfida, immaginare e allestire un appartamento nell’intento di creare esattamente il risultato opposto: un luogo supremamente consunto, triste, squallido.
Questo esperimento di inversione è un’esperienza inquietante quanto controintuitiva, che, non a caso, potenzia la nostra comprensione di come dovrebbe invece essere uno spazio di vita ben riuscito.

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