2018 Les pieds dans l’eau

The National Gallery of Denmark has right in front of its main entrance a round water basin. It is not a particularly interesting feature, particularly in a city that is already so rich in enticing water plans and ways, that mirror the vast Northern skys and are etched by the prevailing winds.
Luckily, like it is so often the case in Paris’ public parks, sleek pastel-colored metal chairs had been recently added, that people could freely move around.

When I was asked what could be done to make more attractive this somewhat uncomplete space, where land and water felt unconnected, I had only a brief hesitation.
The weather was splendid that September late afternoon: I took off shoes and socks, I rolled up my pants and distributed the chairs into the shallow water as I felt best.

Half an hour later my new arrangement was complete.

Small and larger groups of chairs, facing each others or turning their backs, suggested a number of “situations”. These became “stories” in the making, were quick to progress to the next chapter as young people did as I did, entered the basin and rearranged the chairs according to their liking.

2018 Les pieds dans l’eau

Per entrare nella Galleria nazionale della Danimarca si deve aggirare una grande vasca d’acqua di forma rotonda. Non è un luogo particolarmente interessante, in particolare in una città già così ricca di seducenti piani e vie d’acqua, che specchiano i vasti cieli del Nord e sembrano scolpiti dai venti dominanti.
Fortunatamente, come spesso accade anche nei giardini pubblici di Parigi, sono state recentemente aggiunte delle eleganti sedie in metallo color pastello, che contrariamente alle panchine possono essere facilmente spostate da chi vuole utilizzarle.

Quando mi è stato posto il quesito su cosa si potesse fare per rendere più attraente questo spazio sostanzialmente incompiuto, dove terra e acqua apparivano come slegate, ho avuto solo una breve esitazione.
Quel tardo pomeriggio di settembre il tempo era davvero splendido: mi sono tolto scarpe e calze, mi sono arrotolato i pantaloni e ho cominciato a riposizionare le sedie nelle acque poco profonde della vasca, guidato solo dalla mia ispirazione.
Mezz’ora dopo la mia composizione era completa.

Piccoli e grandi gruppi di sedie, affrontandosi l’un l’altro o voltandosi le spalle, suggerivano una serie di “situazioni”. Queste “storie” in fieri sono state rapidamente portate al capitolo successivo quando diversi giovani si sono impossessati del gioco, entrando anche loro nella vasca e ridistribuendo le sedie a loro piacimento.

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