2020 The Delta of Venus

The public exhibition of works of art that express sexually explicit themes has roots in Italy that date back to ancient Rome. Certainly the ubiquity of unabashedly explicit frescoes and statues seems to indicate a far more relaxed approach to sexuality than the recent moralistic drift of Western culture.
In the short span of just a few years, we got bogged down in an era in which any public representation of issues related to sex, even if midly evocative, risks being interpreted as an offense to one of the many politically correct cliques.

How then to approach this topic in street art? What is more on a grand scale?
Perhaps stealth in full view is the best way not to be recognized.

2020 Il delta di Venere

L’esposizione pubblica di opere d’arte che esprimono temi sessualmente espliciti ha in Italia radici che risalgono all’antica Roma. Di certo l’ubiquità di affreschi e di statue sfacciatamente espliciti sembra indicare un approccio alla sessualità decisamente più rilassato della recente deriva moralista della cultura occidentale.
Nel breve volgere di pochi anni ci siamo impantanati in un’epoca in cui qualsiasi rappresentazione pubblica di temi legati al sesso, anche se vagamente evocativa, rischia di essere interpretata come un’offesa a una delle molte conventicole di benpensanti politicamente corretti.

Come allora affrontare il tema in un sito pubblico? E per giunta su una macro scala?
Forse esporre in modo plateale davanti agli occhi di tutti resta il modo migliore per non essere riconosciuti.

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